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Analisi Sensoriale applicata a prodotti cosmetici

I prodotti per la cura della pelle sono pensati per avere effetti benefici sulla nostra cute, come: idratazione, trasferimento di elementi nutritivi, funzione di barriera, riduzione dei segni dell'invecchiamento, etc. Sebbene questi benefici siano la chiave determinante del successo del prodotto, la sensazione prodotta dalla loro applicazione sulla pelle ricopre uguale importanza (Boinbaser et al., 2015). Oggigiorno, gli obiettivi della ricerca in cosmetica sono ovviamente indirizzati a creare prodotti sempre più innovativi e di maggior successo, cercando di andare il più possibile incontro alle aspettative sensoriali dei consumatori.

La qualità di un prodotto cosmetico è la risultante di molteplici controlli effettuati nelle diverse fasi che caratterizzano il suo sviluppo.
  • Questi prodotti sono oggetto di valutazioni strumentali atte a caratterizzarne, per esempio, parametri fisici-reologici (es. viscosità, texture) che spesso possono aiutare a prevedere o essere relazionati con la percezione sensoriale. Infatti misure di viscosità, scorrevolezza, adesività, coesione, yield stress forniscono parametri oggettivi che possono integrare le valutazioni sensoriali umane. L’analisi sensoriale non può però essere sostituita da tecniche strumentali a causa dell’intrinseca difficoltà tecnica di simulare sensazioni umane altamente complesse e sensibili (Kusakari et al., 2002; Gilbert et al., 2012).
  • Le tecniche di analisi sensoriale sono però ancora poco applicate alla valutazione della qualità di forme cosmetiche. Eppure l’utilizzo di determinati prodotti cosmetici è strettamente connesso alla determinazione delle caratteristiche qualitative sensoriali attraverso la percezione dei nostri organi di senso. Nonostante uno o più sensi possono dominare in base al tipo di cosmetico considerato, l’utilizzo di questi prodotti (creme, lozioni, olii, etc.) può coinvolgere tutti e 5 i nostri sensi.

 

L’analisi sensoriale applicata al mondo della cosmesi può essere guidata da differenti obiettivi:

  • Determinazione e descrizione delle caratteristiche intrinseche del prodotto (in associazione ad analisi strumentali/reologiche);
  • Individuazione e valutazione, con un gruppo di giudici addestrati, dei fattori che incidono sulle preferenze, l’accettabilità e il gradimento di un prodotto da parte del consumatore;
  • Confronto di diversi prodotti e verifica dell’efficacia conseguente al applicazione del prodotto;
  • Verifica dell’influenza del brand e delle informazioni che accompagnano il prodotto sul giudizio di gradimento/soddisfazione dei consumatori.

 

Il gradimento e l’accettabilità di questi prodotti, relativi alle proprietà sensoriali percepite, si basano su alcuni parametri fondamentali, ormai noti in questo ambito e che complessivamente caratterizzano la qualità del prodotto stesso, in particolare: l’apparenza e lo Skinfeel. Parametri che comprendono la descrizione di attributi legati alla presentazione del prodotto e attributi, appartenenti alla fase applicativa e successiva all’applicazione, legati perlopiù alle sensazioni percepite a contatto col prodotto (Lee et al., 2005; ASTM E1490-03).

I dati relativi a test effettuati con consumatori, da soli non possono fornire informazioni sufficienti all’ottimizzazione del prodotto, tanto meno le strumentazioni analitiche possono misurare le sensazioni percepite sulla pelle. L’analisi descrittiva effettuata da un panel addestrato per la valutazione dello Skinfeel può fornire informazioni molto utili (Stone and Sidel, 1986).

 

Ibimet-CNR di Bologna si occupa di affrontare la valutazione sensoriale, in termini di qualità, anche di prodotti no-food come creme, lozioni ed oli facendo riferimento allo standard definito dalla ASTM americana (American Society for Testing and Materials). Nello specifico, il protocollo ASTM E1490-03 (Standard Practice for Descriptive Skinfeel Analysis of Creams and Lotions) è finalizzato a definire la metodologia e le pratiche da applicare per l’analisi descrittiva dello Skinfeel (insieme di sensazioni conseguenti all’applicazione del prodotto) di creme e lozioni. Il documento riporta tutta la terminologia, la strumentazione e il metodo necessario per una corretta analisi suddividendo la stessa in specifiche fasi di valutazione. Vengono individuate infatti quattro principali categorie di valutazione che sono: la presentazione del prodotto (appearance), il comportamento di una forma cosmetica al momento del prelievo dal contenitore (pick-up), la distribuzione/applicazione sulla cute (rub-out) e infine una fase che comprende le sensazioni successive all’applicazione (afterfeel). Lo standard definisce anche le esatte condizioni con cui devono essere svolti i test (temperatura locali, illuminazione, intervalli, zone definite di applicazione, etc.).

 

     

Figura 1 Appearance (a); pick-up (b); rub-out (c).

Lo staff di Ibimet ha messo a punto il seguente protocollo per la valutazione sensoriale di prodotti cosmetici:

·         Definizione puntuale e precisa di specifici attributi sensoriali (mediante Focus group con panel addestrato);

·         Definizione di protocolli standard per la valutazione;

·         Formazione e addestramento dei giudici;

·         Esecuzione di panel test in condizioni adeguate di spazi, tempi, struttura e numero di campioni;

·         Conduzione di test sensoriali riferibili a norme internazionali (test discriminanti e descrittivi);

·         Consumer test con Rapid Sensory Methods (CATA, Napping, Sorting)

·         Utilizzo di metodi statistici adeguati per l'elaborazione dei dati.