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Regime alimentare e sviluppo della demenza (Malattia di Alzheimer)

Fonte: Arch Neurol. 2010.

Un recente studio della Columbia University di New York ha studiato le relazioni tra i regimi alimentari seguiti e lo sviluppo della malattia di Alzheimer. La ricerca ha coinvolto 2148 anziani senza diagnosi di demenza seguiti per quasi 4 anni e rivalutati secondo un protocollo neurologico standardizzato  ad intervalli di circa 18 mesi (studio prospettico di coorte).

Le informazioni sui consumi alimentari individuali sono state raccolte con un questionario sulle frequenze dei consumi alimentari. Tramite un’analisi di regressione multivariata (reduced rank regression), sono stati individuati diversi pattern dietetici (combinazioni alimentari) in base alla loro capacità di spiegare le variazioni di assunzione di sette nutrienti ritenuti importanti per lo sviluppo della malattia in base a studi già pubblicati: acidi grassi saturi, acidi grassi monoinsaturi, acidi grassi polinsaturi omega-3 e omega-6, vitamina E, B12 e acido folico.

Il pattern dietetico caratterizzato da alto introito di acidi grassi polinsaturi, acido folico e vitamina E ha mostrato un effetto protettivo verso lo sviluppo della demenza con una riduzione del rischio di sviluppare malattia di circa un terzo per i soggetti che lo avevano adottato rispetto a quelli che se ne discostavano di più. Queste abitudini alimentari corrispondevano ad un consumo di quantità più elevate di condimenti per insalata, noccioline, pesce, pomodori, pollame, verdure crocifere (broccoli, cavoli, cavolfiori, cavolini di Bruxelles, verze), frutta, verdure a foglia verde scuro (spinaci, lattughe, coste, bietole, rucola, cicoria) con una ridotta assunzione di prodotti lattiero-caseari a elevato contenuto di grassi, carne rossa, interiora e burro.

Gli effetti protettivi, presenti indipendentemente dall’eventuale assunzione di integratori, potrebbero essere dovuti ad una combinazione di fattori analogamente a quanto accade per il modello alimentare conosciuto come dieta mediterranea. In particolare l’acido folico contribuisce a ridurre i livelli circolanti di omocisteina e la vitamina E esercita un forte effetto antiossidante. Gli acidi grassi insaturi interferirebbero con il declino cognitivo per i loro effetti sullo sviluppo dell’aterosclerosi, sui processi della  trombosi e dell’infiammazione oppure mediante un effetto sullo sviluppo del cervello e sul funzionamento delle membrane.

Infine, è da sottolineare che gli effetti riscontrati permangono anche dopo aver considerato eventuali fattori confondenti di tipo socio-culturale e di comorbidità.

 

Gu Y, Nieves JW, Stern Y, Luchsinger JA, Scarmeas N. Food Combination and Alzheimer Disease Risk: A Protective Diet. Arch Neurol. 2010 Apr 12.

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